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Cristo lo
assimila sempre più a sé fino a donargli, nel 1910, le sue stigmate.
Il 17 febbraio del 1916 si porta a Foggia per essere vicino ad una sua figlia
spirituale che è moribonda: Raffaelina Cerase.
Ma il clima di Foggia è deleterio per la sua salute. Allora col permesso dei
superiori viene inviato per alcuni giorni a S.Giovanni Rotondo dove, tranne per
qualche breve periodo, resterà fino alla morte avvenuta il 23 settembre 1968.
E qui, nella cittadella del Gargano, il 5 agosto del 1918 Padre Pio riceverà
quello che è un autentico dono mistico: la transverberazione, comunemente
chiamata dai mistici: "l’assalto del Serafino". Il 20 settembre dello stesso anno
riceve di nuovo, e definitivamente, il dono delle stigmate.
Favorito da carismi straordinari, come la bilocazione, il profumo indecifrabile,
la locuzione dei cuori, la profezia, Padre Pio si manifesta anche come grande
taumaturgo. Molti miracoli, attribuiti a lui avvengono non solo sul Gargano, ma
anche lontano da Lui. E mentre da un lato egli fonda un grosso movimento di
spiritualità, quale è quello dei Gruppi di Preghiera, dall’altro pensa anche
alla sofferenza della gente. La Casa Sollievo della Sofferenza sarà la sua
grande opera sociale: uno degli ospedali più moderni d’Europa.
La sua fama di santità si diffonde dappertutto. Ma molte saranno anche le sue
sofferenze e le incomprensioni. A tutto egli reagirà con una docilità
straordinaria ed un abbandono totale alla volontà dei superiori. Tutto accetta
senza neanche una parola di ribellione sulle sue labbra. Credenti e miscredenti,
massoni, atei e liberi pensatori vengono soggiogati dalla sua straordinaria
personalità. Moltissimi di loro torneranno alla fede, così come scienziati come
Enrico Medi, artisti come Beniamino Gigli e Carlo Campanini, andranno spesso da
Lui e si dichiareranno suo figli spirituali.
Di Padre Pio giustamente è stato scritto tanto. Egli è una stella di prima
grandezza nell'universo della Cristianità. Dopo la sua canonizzazione, avvenuto
il 16 giugno 2002, il Papa ha proposto il Frate di Pietrelcina come una figura
straordinaria di modello cristiano e di santo per il terzo millennio.
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